Albergo Ottocento - Cosa visitare nei dintorni
PIAZZA DI SPAGNA
Uno dei luoghi più conosciuti e suggestivi di Roma e' caratterizzata dalla grande scalinata di Trinità dei Monti. Da piazza di Spagna si snodano le strade più conosciute e più eleganti di Roma. Via Condotti famosa in tutto il mondo per la presenza di numerose boutique di moda italiana come ad esempio Armani, Versace e Valentino. Via Frattina elegante e frequentatissima. Via del Babuino ricca di palazzi del XVII e XVIII secolo e centro di antiquariato romano. Via Margutta parallela a via del Babuino è la strada dei pittori. La grande scalinata di Trinità dei Monti fu costruita in travertino nel 1724 su progetto di F. De Sanctis. Al centro della piazza in fondo alla scalinata si trova l'elegante Fontana della Barcaccia opera di Pietro Bernini. In cima alla scalinata è visibile dietro un obelisco egizio la chiesa di Santa Trinità dei Monti del 1495 con facciata del Maderno. Da Piazza di Spagna è possibile raggiungere, salendo la scalinata, la terrazza del Pincio, da dove è possibile godere di uno dei più splendidi panorami sulla città.
Auto: 1.8 km, 3 min
Misto: 50 mt, 2 min
Piedi: 600 mt, 8 min
FONTANA DI TREVI
E' la più famosa fontana di Roma, opera dell'architetto Salvi che la realizzò nel 1735 sotto il pontificato di Clemente XII. E' considerata una delle più belle fontane del mondo. Il palazzo che fa da sfondo alla fontana è quello dei Duchi di Poli. Eretta nella piazza omonima non lontana da via del Corso, è probabilmente uno dei luoghi più affollati di visitatori di Roma. Migliaia di persone ogni giorno visitano l'opera per potere gettare nella vasca una moneta, che come da leggenda, garantisce al turista di tornare ancora a Roma nella sua vita. Il film "La dolce vita" di Federico Fellini ha contribuito ad arricchire la fama mondiale di questa fontana. La fontana di Trevi è divisa in tre nicchie da quattro colonne. Le sculture che la compongono narrano varie vicende allegoriche. Nella nicchia centrale si trova la statua di Oceano, rappresentato su un cocchio a forma di conchiglia trainato da cavalli alati. Nelle nicchie laterali ci sono le statue dell'Abbondanza e della Salubrità. Nella grande vasca, simboleggiante il mare, fra le sculture si trovano figure di tritoni e di animali marini, mitologici e reali.
Auto: 700 mt, 3 min
Piedi: 700 mt, 10 min
VIA VENETO
La Via Vittorio Veneto ha inizio dall'angolo nord della Piazza Barberini, movimentatissimo nodo stradale, di forma trapezoidale ed in leggera salita, cui fanno capo: Via del Tritone, che scende fino a Largo Chigi. Via Barberini che sale fino a Largo Santa Susanna e Via Venti Settembre. Via Quattro Fontane. Via Sistina che la collega con l'Esquilino e Trinità dei Monti.
Fontana del Tritone (Bernini)
Al centro della Piazza, la bellissima fontana del Tritone: quattro delfini sostengono una grande conchiglia aperta, sopra la quale un tritone suona una chiocciola marina dalla quale esce uno zampillo d'acqua. Semplice ed armoniosa, è considerata il capolavoro del Bernini, realizzata nel 1643 per incarico di Papa Urbano VIII, che vuole "arredare" con un tocco di particolare eleganza la brutta campagna davanti all'ingresso del teatrino di corte del suo palazzo, il vicino Palazzo Barberini. Ma per due secoli la fontana è soltanto un abbeveratoio per buoi e capre che pascolano nella zona. La Via Vittorio Veneto, famosa arteria della Roma del principio del secolo, sale larga, alberata e ornata di aiuole, con ampie curve, attraverso il signorile quartiere Ludovisi, che prende il nome dalla Villa Ludovisi, demolita dopo il 1870 per realizzare questa via che termina alla Porta Pinciana. Tale porta, con semplice arco di travertino, affiancato da torrioni cilindrici fatti costruire da Bellisario al tempo dell'assedio dei Goti, si apre nelle Mura Aureliane. Al di là della porta è uno degli accessi di Villa Borghese.
Locandina di "La dolce vita" di Federico Fellini La "dolce vita"
nasce in questa strada, comunemente detta Via Veneto, che tra alberghi di lusso, ritrovi alla moda e negozi eleganti è il palcoscenico sul quale si incontrano e si scontrano i personaggi del film girato da Fellini nel 1960, diventato il documento di un'epoca e lo specchio di un costume. Nel film si racconta, con una certa ironia venata d'amarezza, il modo di vivere della "café society", che sulla scia dei ricconi d'ogni paese, girella attorno al mondo del cinema e trova a Roma il suo ideale punto d'incontro. Effimero ma frizzante, il titolo del film è diventato in tutto il mondo sinonimo di un comportamento e viene usato indifferentemente per dir bene e dir male degli italiani in genere e dei romani in particolare: della loro capacità a far saltar fuori il dolce dall'amaro, ma anche dall'inclinazione a preferire le chiacchiere al lavoro. Uno dei fotografi che fa da coro nel film si chiama Paparazzo. Da qui deriva il termine "paparazzi" per indicare i fotoreporter in agguato. Dopo questo film la strada è divenuta il simbolo della "bella vita" diventando famosa in tutto il mondo. Non è pensabile una visita a Roma, senza una incursione, anche se rapida, in Via Veneto.
PINCIO
Il Pincio (o colle Pinciano, dal Latino Mons Pincius) è un colle di Roma. Il colle si trova a nord del Quirinale, e guarda sul Campo Marzio. Diverse ville e giardini occupano il colle, compresa Villa Borghese. Da Piazza Napoleone, in cima al colle, c'è un ampio panorama su Piazza del Popolo e sulla città.
Storia
Era al di fuori dei confini originali della città e non fa parter dei Sette colli, tuttavia si trova all'interno delle mura costruite dall'imperatore Aureliano tra il 270 ed il 273. Molte famiglie importanti dell'Antica Roma avevano dimore e giardini (horti) sul Pincio nell'ultimo periodo della Repubblica Romana, tra cui gli Horti Lucullani (creati da Lucullo), dove venne uccisa Messalina, la moglie di Claudio, gli Horti Sallustiani (creati dallo storico Sallustio), gli Horti Pompeiani, e gli Horti Aciliorum, degli Acilii. Il colle era noto nell'antichita come il Collis Hortulorum (il colle dei giardini). Il nome attuale viene da una delle famiglie che l'occupò nel IV secolo, i Pincii. Sul colle c'era la tomba dei Domizii, in cui vennero sepolte le ceneri di Nerone.
Il Pincio oggi
Nel parlare comune viene ancora detto "il Pincio" la parte di Villa Borghese dentro le Mura aureliane dalla terrazza su Piazza del Popolo a Villa Medici. Il Pincio è il primo giardino pubblico di Roma, voluto da Napoleone, e tra le passeggiate storiche è forse la più cara ai romani. Da quando lo Stato italiano acquistò la Villa Borghese, nel 1902, il Pincio fu fittamente arredato con busti degli uomini del Risorgimento e della storia d'Italia (le donne ritenute meritevoli di un busto sono solo 3: Vittoria Colonna, Santa Caterina da Siena e Grazia Deledda). Il loro numero aumentò nel tempo, e alla fine degli anni '60 i busti erano 228, periodicamente afflitti da epidemie di vandalismo che ne attaccano preferibilmente i nasi. Uno di questi busti ha una storia interessante: nel 1860 fu collocata al Pincio, vicino alla Casina Valadier, la "mira" dell'Osservatorio astronomico del Collegio Romano per la determinazione del meridiano di Roma, su richiesta del suo direttore, l'astronomo gesuita Paolo Secchi. Era, in origine, soltanto un segnale a scacchi poi perfezionato in colonna con un foro che permetteva di illuminarlo di notte. Nel 1878, alla morte del Secchi, il suo busto venne piazzato sulla colonna. Danneggiato nel 1960, fu ripristinato nel 2001 e fornisce ancora la mira (anche se non serve più). In un angolo in fondo c'è anche un monumento a Enrico Toti del 1922.
COLOSSEO
Stupendo complesso architettonico che non trova esempi nell'arte romana. Il suo vero nome è Anfiteatro Flavio. Fu costruito nel 72 d.C. da architetto sconosciuto. Il Colosseo sorge alla convergenza del colle Palatino, del colle Celio e del colle Oppio. La sua costruzione fu voluta dall'imperatore Vespasiano ma l'onore dell'inaugurazione spettò al figlio Tito nell'80 d.C. Nell'anfiteatro si svolgevano spettacoli gladiatori, combattimenti fra uomini e belve e vi furono suppliziati i primi cristiani. Successivamente il Colosseo rimase inutilizzato ciò provocò un rapido deterioramento. Un editto del papa Benedetto XIV lo consacrò alla memoria dei martiri cristiani, ponendo così fine alla sua lenta distruzione. Nel 1808 fu restaurato dal papa Pio VII. Il Colosseo si presenta composto di quattro piani di cui i primi tre sono traforati da 80 archi mentre il quarto è più alto dei primi e caratterizzato da una massa muraria più compatta con finestre. Gli archi sono separati con pilastri con semicolonne in stile dorico, ionico e corinzio. All'interno le gradinate avevano una capienza di circa 50.000 persone e in caso di cattivo tempo venivano coperte con un sistema di copertura composto di strisce di tela e manovrato da cento marinai. E' il più grande anfiteatro del mondo romano.
Auto: 2.5 km, 9 min
Misto: 150 mt, 10 min
Piedi: 2 km, 30 min
FORO ROMANO
Simbolo dell'antichità era il nucleo della civiltà romana, il centro della vita politica giuridica e sociale dell'antica Roma. Vi si può giungere dal Campidoglio scendendo lungo il Palazzo dei Senatori o passando a fianco del monumento a Vittorio Emanuele II e prendendo via dei Fori Imperiali. Fu molto danneggiato dalle invasioni barbariche. Nel 1700 iniziarono gli scavi che riportarono alla luce notevoli tesori dell'arte romanica. A destra dell'ingresso principale si incontrano i resti della basilica Emilia eretta nel 179 a.C. Il lastricato dell'antica strada detta Argiletum la divide dalla Curia che era l'antica sede del senato romano. Poco dietro si erge il grande arco di Settimo Severio costruito nel 203 a tre arcate separate da bianche colonne e rimasto quasi intatto. Sulla destra lasciando l'arco alla spalle vi sono i Rostri cioè le tribune dalle quali parlavano gli oratori romani. Davanti ai Rostri si erge la colonna di Foca e il tempio di Vesta a pianta circolare dove ardeva perennemente il fuoco sacro simbolo della continuità della vita di Roma e la casa delle Vestali consacrate ad alimentare continuamente la fiamma. Lungo la via Sacra a sinistra si incontrano il tempio di Antonino e Faustina e la basilica di Massenzio. La via Sacra termina presso l'arco di Tito.
Auto: 2.5 km, 4 min
Misto: 1 km, 27 min
Piedi: 2 km, 30 min
ARCO DI COSTANTINO
E' il più importante degli archi trionfali romani. Innalzato per celebrare la vittoria dell'imperatore Costantino su Massenzio. Fu costruito nel 313 d.C. Si eleva poco distante dal Colosseo ove terminava la via Sacra. Segna il limite fra il Foro Romano e la zona del Colosseo. E' il più grande dei tre archi trionfali di Roma è alto ben 25 metri. Fu costruito in un momento in cui Roma iniziava la sua decadenza a favore di Costantinopoli, per questo motivo la ricchezza della città si era molto ridimensionata e l'arco fu realizzato con marmi sottratti da antichi edifici e monumenti preesistenti. Nella sua composizione furono utilizzate anche statue e decorazioni originariamente poste altrove. I materiali furono adoperati in modo da creare effetti policromi. L'insieme di elementi diversi sia artisticamente che storicamente lo rendono altamente rappresentativo della architettura romana. Da notare infatti sulla parete che guarda al Colosseo, in alto, è rappresentato Marco Aurelio nelle sue lotte contro i Daci; sul lato opposto, episodi delle battaglie sostenute da Marco Aurelio e altre da Costantino.
Auto: 2.5 km, 9 min
Misto: 150 mt, 4 min
Piedi: 2 km, 25 min
SAN PIETRO
E' la più grande chiesa del mondo dominata dall'imponente cupola michelangiolesca. Fu fondata nel 324 da Costantino. Nel 1506 iniziarono i lavori che, su progetto del Bramante, la trasformarono nell'attuale basilica. Posta nello Stato del Vaticano (stato indipendente in territorio italiano) domina Piazza S. Pietro capolavoro architettonico del Bernini. Alla basilica centro spirituale della Cristianità lavorarono il Bramante, Raffaello, G. da Sangallo, Peruzzi, A. da Sangallo finché nel 1547 subentrò Michelangelo del quale rimane la parte absidale e la cupola la più grande opera in muratura mai realizzata. In seguito il Maderno eresse la facciata e trasformò, per ordine del papa, la pianta della chiesa da croce greca a croce latina. Preceduta da una enorme scalinata, la facciata si presenta con colonne emergenti tra le quali si aprono finestre. La più grande, quella centrale, è la loggia delle benedizioni. L'atrio del Maderno è decorato con stucchi e mosaici, particolarmente interessante è il mosaico "La Navicella" di Giotto. Cinque porte bronzee introducono all'interno, una di queste, la porta santa, si apre solo in occasione dei Giubilei. La chiesa si presenta imponente e grandiosa. Al centro sotto la luminosa cupola ornata da mosaici, e sopra l'altare papale svetta il baldacchino bronzeo del Bernini. A destra è posta la statua bronzea di S. Pietro di A. di Cambio con il piede destro logorato dal bacio di milioni di fedeli. Nella navata di destra vi è la Pietà, gruppo marmoreo di Michelangelo. Nell'Abside è collocata la fastosa cattedra di S. Pietro opera bronzea del Bernini. E' possibile visitare la cupola dalla quale si gode un eccezionale panorama di Roma.
Auto: 3.4 km, 6 min
Misto: 500 mt, 20 min
Piedi: 2.7 km, 35 min